> Montegiachi


L’edificio fortezza di Montegiachi sorge su un terrapieno rialzato sulla sommità della collina che domina l’intera vallata circostante. Costruita in tale località per volere di Antonio Maria di Checco Cinughi,antenato degli attuali proprietari, costituisce una delle tante proprietà dei conti Cinughi nel territorio di Castelnuovo. La costruzione risale sicuramente a prima del 1522, anno in cui, a seguito di testamento, Antonio Maria lasciava la villa ai figli Valerio e Alessandro. Nel 1827 fu eseguito un attento rilievo alla villa ed annessi a cui seguì una ristrutturazione di alcune parti dell’edificio.


> Museo di Zave


Appassionato di cultura contadina Mario Fanetti ha inaugurato nel 2000 il suo “percorso di vita contadina” trasformando gli annessi rurali del podere Barbocce, con l’esposizione della collezione etnografica, nel “Museo di Zave”. Zave è il soprannome di Zaverio Nepi, conosciuto per aver più volte fornito e guidato i buoi per il carroccio del corteo storico del Palio di Siena, mezzadro che ha vissuto e condotto il podere Barbocce per circa 70 anni. Appartenevano a lui, morto alcuni anni fa, gli oggetti personali, gli attrezzi agricoli, vari strumenti da lavoro esposti nella mostra che si articola fra diversi spazi e sezioni commentate dal proprietario-collezionista.


> Selvole


La prima menzione della località di Selvole è del 1070 ma le prime segnalazioni esplicite della presenza di un castello risalgono agli anni 1127 e 1158. Fu sede di una consorteria locale, i Lambardi, i cui esponenti entrarono a far parte, nella prima metà del Duecento, del ceto dominante del Comune di Siena. Nel 1230 fu assalito e distrutto dai Fiorentini e nel 1262 il Comune stabilì che la tassa pagata dagli uomini di tale comunità fosse utilizzata per la ricostruzione del castello. Nei decenni successivi tuttavia il ruolo castrense dell’insediamento sembra essere venuto meno poiché nella Tavola delle Possessioni, del 1317-18, esso figura, tra i possedimenti della famiglia Malavolti, come villaggio aperto. Alla stessa famiglia dei Malavolti è appartenuto fino agli anni ’60. La Chiesa di San Martino è menzionata in un lodo del podestà di Poggibonsi del 1203. Fin dal XIV secolo è documentato il giuspatronato dei Malavolti. Per un certo periodo fu unita a quella di Cerreto, successivamente tornò sotto Pieve Asciata. L’interno, completamente intonacato, presenta alcune lapidi della famiglia Malavolti. La parete terminale è affrescata con una scena della vita di San Martino, datata 1891.

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Ufficio Turistico:
tel. 0577.355500
Servizio Turismo:
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info@domenicainchianti.it

Come partecipare alle visite


Partenza (con pulmino) ore 9,15 da Castelnuovo, Via del Chianti (giardini pubblici).
Rientro ore 13,30
La quota di iscrizione per ciascuna visita è di 8 euro (degustazione compresa)
La quota va versata al momento della partenza.
E’ opportuno iscriversi entro le 12 del venerdì. Le visite
guidate avranno luogo con un minimo di 10 partecipanti.

Website: ADM, Siena  | Inizio pagina
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