
> Monteaperti

Il toponimo di Monteaperti è ricordato fin dall’anno 1023 quando risulta sede di un castello di proprietà dei Berardenghi. La notorietà del suo nome è legata alla famosa battaglia del 1260 combattuta tra senesi e fiorentini nella pianura tra i torrenti Arbia e Malena, ricordata da Dante nella Divina Commedia “... Lo strazio e ‘l grande scempio che fece l’Arbia colorata in rosso, tal orazion fa far nel nostro tempio.” (Inferno - Canto X, 85). A ricordo dell’evento sul colle che domina la piana è stata collocata una piramide commemorativa.
> Oratorio di Sant’Ansano a Dofana

Nella località di Dofana, secondo la tradizione, all’inizio del IV secolo sarebbe stato martirizzato Sant’Ansano, l’evangelizzatore e patrono di Siena. Sul luogo del martirio venne costruita una chiesa, nella quale fu custodito il corpo del Santo fino all’anno 1108, quando venne trasferito nella cattedrale di Siena. Il più antico ricordo della “ecclesia sancti Ansani” risale al 650. Un oratorio di S. Ansano è segnalato tra le donazioni fatte dal conte Winigis all’abbazia della Berardenga nell’atto della sua fondazione, dell’867. Nel 1504 la cappella era quasi in rovina nel 1507-08 il vescovo di Arezzo dette il permesso di riedificarla, intervento per il quale alcuni studiosi ottocenteschi hanno avanzato il nome di Baldassarre Peruzzi. Nel 1575 risulta che l’edificio fosse regolarmente officiato. Gli ultimi restauri dell’Oratorio di Sant’Ansano furono eseguiti nel 1931 e nel 1980. La cappella, situata ad alcune centinaia di metri dalla chiesa dedicata allo stesso santo, presenta una pianta ottagonale, prolungata sul lato opposto all’ingresso con una scarsella rettangolare. Un’epigrafe situata nella scarsella ricorda i restauri, della fine del secolo, dell’edificio e della Maestà di Pietro Lorenzetti, ora conservata nella Pinacoteca di Siena.
> Chiesa di Sant’Ansano a Dofana

Alla Chiesa di Sant’Ansano a Dofana si fa riferimento in documenti del 1139, a proposito di un elenco di enti oggetto della secolare contesa tra i vescovi di Siena e Arezzo per il possesso di alcune chiese. L’edificio sarebbe stato restaurato nel 1198 e nel 1380 venne ricostruito (o nuovamente restaurato). Una nuova riedificazione, a tre navate, sarebbe inoltre avvenuta nel 1529. L’altare della nave sinistra della chiesa contiene, entro una nicchia, la statua di Sant’Ansano e al di sotto una teca per le reliquie del Santo.




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