
> Museo del paesaggio

Il Museo del Paesaggio nasce da un’idea: far riflettere il visitatore sulle trasformazioni del mondo e insieme sul modo in cui l’uomo legge o può leggere il mondo stesso prendendo spunto dai significati assunti di volta in volta dal termine “paesaggio”. Ciò è possibile per la natura particolarissima del paesaggio: concetto che indicando insieme la “cosa” e “l’immagine della cosa”, induce ad interrogarsi su un rapporto fra realtà e la sua rappresentazione. Il paesaggio diventa oggetto di tanti percorsi di lavoro: nella storia, nell’arte, nella ricerca scientifica, nell’agricoltura, ecc.
Il percorso espositivo si avvale, ovviamente, di singoli esempi di paesaggio, scelti fra quelli particolarmente significativi del fenomeno che si vuole di volta in volta evidenziare. Fra questi casi singoli hanno un ruolo preponderante quelli tratti dalla provincia di Siena. Il territorio provinciale diventa così l’occasione per avviare un discorso che tuttavia è universale.
Il percorso espositivo si avvale, ovviamente, di singoli esempi di paesaggio, scelti fra quelli particolarmente significativi del fenomeno che si vuole di volta in volta evidenziare. Fra questi casi singoli hanno un ruolo preponderante quelli tratti dalla provincia di Siena. Il territorio provinciale diventa così l’occasione per avviare un discorso che tuttavia è universale.
> Curina: Cappella di San Liberato

L’edificazione della cappella di San Liberato, che, pur nel suo piccolo, è da alcuni definita “la Cappella Sistina del chianti”, può essere fatta risalire alla metà circa del XVI secolo per opera della nobile famiglia Cinughi dei Pazzi, il cui stemma compare sulla facciata e che possedeva vaste estensioni di terra in questa zona. Trattasi di un modesto edificio a pianta rettangolare con copertura a capanna che presenta una particolare cura costruttiva. All’interno presenta una vasta decorazione a fresco nella volta e sulle pareti del presbiterio realizzata dal pittore senese Arcangelo Salimbeni. L’esecuzione del ciclo risale al 1573. Nella volta è raffigurata l’Ascensione al Cielo mentre nei riquadri che ricorrono lungo la fascia sottostante e continua sui quattro lati delle pareti e nel sottarco sono raffigurati episodi della Vita e Passione di Cristo intervallati da motti latini.
> Torre Civica o dell’orologio

La Torre civica o dell’orologio faceva parte originariamente del sistema difensivo di Castelnuovo. Nel 1526, nell’ambito dei lavori di fortificazione del castello “nuovo”, furono costruite sette torri, una delle quali, l’unica rimasta, è appunto l’attuale torre civica. Nel 1763 vi fu collocato il primo orologio. Dall’alto della torre, restaurata, si osserva un magnifico paesaggio che spazia dalle crete al chianti.
> Canonica a Cerreto

Secondo una notizia riportata dal Merletti, la chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Canonica a Cerreto sarebbe stata fondata nel 1093 da un esponente della famiglia degli Antolini. In un privilegio di Urbano III del 1186 la “canonica” di Cerreto risulta possedimento dei canonici della cattedrale di Siena. Negli elenchi delle decime della fine del XIII secolo e dell’inizio del XIV figura ancora come canonica, cioè sede di una comunità di religiosi con a capo un priore. A partire dalla fine del Duecento e i primi del Trecento la canonica risulta sotto la giurisdizione dei Cerretani, i signori dell’omonimo castello e della zona circostante. Nel 1598 fu dichiarata vicaria foranea dell’arcivescovo di Siena. Nel 1794 la chiesa fu riconsacrata dopo consistenti lavori di restauro e di ammodernamento. In corrispondenza del fianco sinistro si eleva una torre campanaria romanica a pianta quadrata.
Da una visita pastorale del 1575, la casa canonicale risulta in buone condizioni. Alla fine del XVIII secolo, insieme alla chiesa, venne restaurata anche la canonica. Le strutture più antiche in vista, probabilmente riferibili al basso Medioevo, si trovano nel prospetto nord-est.




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