
> Villa di Geggiano

L’impianto originario della Villa di Geggiano risale al 1530. Intorno al 1768, in occasione del matrimonio di Anton Domenico Bianchi Bandinelli con Cecilia Chigi vedova Malavolti, il fabbricato venne completamente trasformato in una grande villa con un giardino cinto da muro e con teatro di verzura. Nella villa soggiornò per brevi periodi Vittorio Alfieri, che sembra abbia recitato alcune delle sue tragedie proprio nel teatro all’aperto della villa. Nei periodi di splendore è stata inoltre frequentata da Montale, Saba, Guttuso e Stendhal. La villa ha ospitato set di film tra cui Io ballo da sola di Bernardo Bertolucci.
> Certosa di Pontignano

La fondazione della Certosa di Pontignano, ad opera di Bindo Falcone, nipote del cardinale Riccardo Petroni, avvenne intorno alla metà del 1300. Del primitivo monastero sono rimaste poche tracce in quanto esso fu totalmente ricostruito nella seconda metà del Cinquecento in seguito ad un incendio che lo distrusse in gran parte. Il complesso presenta una pianta pressoché rettangolare articolata, secondo l’iconografia tradizionale delle certose, in tre zone: la prima destinata ai monaci con le dodici celle situate attorno al chiostro grande, la seconda costituita dalla chiesa e dagli ambienti cenobitici, la terza destinata ai conversi.
La chiesa della Certosa si trova al centro del complesso monastico con facciata prospiciente sul chiostro delle obbedienze o dei conversi. Due terzi del locale è occupato dalla zona destinata ai monaci con un coro ligneo addossato alle pareti con i dodici stalli eseguito nel 1590 da Domenico Atticciati. L’interno è interessato da una vasta decorazione a fresco che ricopre le pareti e le volte e sviluppa un ciclo iconografico iniziato a partire dal 1579 con le scene (San Brunone che riceve la regola da San Pietro e San Brunone in gloria sulla parete d’ingresso) dipinte da Stefano Cassiani. Sulle pareti sono le Storie di San Pietro e di San Brunone intervallate da figure di santi, evangelisti e padri della chiesa; sulle volte sono rappresentate Storie della Vergine, della Passione di Cristo e di San Giovanni Battista. Le pitture sono generalmente attribuite al Poccetti ma furono condotte anche da artisti della sua cerchia, da Orazio Porta e dai senesi Alessandro Casolani e Vincenzo Rustici
Il complesso monastico è stato acquistato nel 1959 dall’Università di Siena ed è oggi sede di incontri di studio e convegni.




in collaborazione con